La Produzione Biogas

L’impianto a biogas di Agribioenergia

Per volontà di alcuni agricoltori, e con l’intento di dare prospettiva alle proprie aziende agricole, in un periodo difficile per l’agricoltura, nel 2005 si è fondata la Agribioenergia Società Cooperativa Agricola.

Lo scopo era quello di realizzare un impianto per la digestione anaerobica di varie matrici organiche come, mais, sorgo, liquami bovini, e sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali, per ottenere biogas e quindi energia elettrica e termica rinnovabili.

L’impianto è costituito da:

  • tre silos di stoccaggio dove una volta all’anno, durante il mese di agosto, vengono depositati in cumuli ben pressati mais e sorgo, allo scopo di conservare correttamente e per molto tempo le matrici che poi verranno usate giornalmente per alimentare l’impianto.
  • Una tramoggia di carico, è un grande contenitore che accoglie la quantità giornaliera di biomasse solide che servono all’alimentazione dell’impianto, questa tramoggia viene riempita una volta al giorno, con matrici e quantità date dalla ricetta di alimentazione.
  • Una prevasca di carico, è una vasca che accoglie le matrici di alimentazione in forma liquida, principalmente sottoprodotti agroindustriali, i quali come per la tramoggia di carico vengono dosati nell’impianto ogni ora sempre in funzione della ricetta di alimentazione e della disponibilità di sottoprodotti.
  • Due fermentatori il primario e il secondario, sono due vasche dove all’interno entrano tutte le biomasse, solide e liquide. In queste vasche le biomasse sono mantenute ad una temperatura costante di circa 40 gradi centigradi tramite un sistema di riscaldamento che recupera il calore generato dal cogeneratore e in movimento per mezzo di miscelatori.
    Qui avviene la fermentazione delle biomasse a cura di varie colonie di batteri metanigeni, i quali digerendo la biomassa producono il biogas, che è ricco di metano.
  • Un post – fermentatore, vasca all’interno della quale confluiscono i digestanti provenienti dai due fermentatori primario e secondario, anche questa vasca viene mantenuta in temperatura e miscelata, allo scopo di “estrarre” ancora biogas dalle biomasse. Questa vasca ha anche la funzione di gasometro, che si presenta come un grande pallone e che ha la funzione di contenere il biogas prodotto dall’impianto creando un effetto “polmone” prima che esso venga avviato alla cogenerazione.
  • Un separatore solido – liquido, è una macchina che per spremitura separa la frazione solida dalla frazione liquida del digestato, ovvero le biomasse quando sono completamente digerite, la frazione solida viene riutilizzata completamente per coprire i cumuli di insilati che vengono realizzati dentro i silos, mentre la frazione liquida viene depositata nella vasca di stoccaggio.
  • La vasca di stoccaggio, è una grande vasca che ha lo scopo di contenere il digestato chiarificato, durante i mesi invernali quando non è possibile portarlo sui campi come fertilizzate.
  • Un impianto di trattamento e pulizia del biogas ha lo scopo di preparare il biogas ad essere utilizzato dal cogeneratore
  • Il cogeneratore, è un grande motore endotermico con collegato un generatore di corrente, che utilizza come combustibile il biogas, e di conseguenza produce energia elettrica che viene immessa direttamente in un elettrodotto, ed energia termica ottenuta dal circuito di raffreddamento di tale motore, e dal recupero del calore contenuto nei gas di scarico.

Il Digestato

Un aspetto importante di questo processo è appunto il digestato, le biomasse, durante il ciclo di fermentazione che può durare dai 120 ai 180 giorni subiscono alcune trasformazioni, tra cui l’estrazione del metano e la mineralizzazione delle sostanze nutrienti come azoto fosforo e potassio rendendole così direttamente assimilabili dalle piante, diventando un ottimo fertilizzante completamente organico.

In questo processo le matrici si stabilizzano eliminando completamente gli eventuali cattivi odori; l’uso di questi digestati come fertilizzanti, ha permesso una importante riduzione dell’uso di fertilizzanti di sintesi sui nostri campi.

Di fatto, quindi, l’impianto permette di attivare una filiera, che trasforma le produzioni agricole

sia in forma di materie prime che in forma di materie prime seconde, in energia elettrica e termica senza emissioni nell’aria (non superiori ad un grosso automezzo alimentato a metano) e senza produzioni di rifiuti, Il tutto sotto il diretto controllo dell’impresa agricola, con il principale scopo di remunerare le imprese agricole socie e conferenti.

Nel corso degli anni la cooperativa ha affinato progressivamente la scelta delle colture da cui ricavare la biomassa, concentrandosi nell’individuare selezionare le varietà maggiormente produttive e che necessitano del minimo apporto di acqua e mezzi tecnici.

Il Futuro del Biogas

Un altro ambito in cui la cooperativa ha operato è la ricerca ed individuazione di sottoprodotti agricoli con cui poter alimentare l’impianto, andando progressivamente a sostituire le biomasse coltivate, ad oggi ben oltre la metà delle biomasse introdotte è costituito da sottoprodotti.
Questi due elementi di studio e ricerca hanno permesso, tra il 2012 ed il 2016, di ridurre del 30% gli ettari di coltivazioni dedicate.
Il Consiglio di Amministrazione sta proseguendo nelle iniziative di studio e verifica per uno sviluppo dell’attività della cooperativa finalizzate ad utilizzare l’energia termica, che attualmente l’impianto non valorizza.

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